martedì, 15 aprile 2008, ore 11:24

Orbene, una volta avevamo il Partito Comunista  più grande del mondo occidentale, ora non c'è più, chiunque dirà al berlusca che i comunisti non ci sono più avrà ragione.
Insieme ai comunisti sono affondati i democristiani e  i comunisti di destra , Mastella neanche si è presentato alle elezioni.

Praticamente perfetto come parlamento, a questo punto la domanda sorge spontanea: "A chi darà la colpa Berlusconi del prossico mancato o risibile taglio alle tasse?"

La risposta più gettonata è alla crisi internazionale prossima ventura.

Però magari no, magari... del resto un risultato così a queste elezioni chi se lo sarebbe immaginato, magari va a finire che le taglia veramente, e allora lo voto in eterno, tanto sono un anarchico incoerente, ho pure fatto lo scrutatore.
ilbuffone
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sabato, 12 aprile 2008, ore 12:54



presa qui

purtroppo la capisce solo gente con un elevato grado di nerdaggine
ilbuffone
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domenica, 06 aprile 2008, ore 13:49

mi sa che non gli è venuta tanto bene :-)

(e adesso lamentatevi dell'intelligent design se avete il coraggio)
ilbuffone
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sabato, 05 aprile 2008, ore 12:51

Premetto una cosa, votare non legittima alcunchè, se voto non firmo alcun contratto ed è un modo come un altro per ottenere un'azione politica senza troppo spargimento di sangue. Se trovo un partito che abbia un'ideologia simile alla mia lo voto, non è un problema. Tuttavia in questo gran parlare di voti utili e voti inutili sembra che l'astensione sia sempre inutile ma dopo averci rfilettuto sono giunto alla conclusione che non è vero (e qui continuo riciclando un commento che ho fatto in un altro blog).
Il non voto invece secondo me il significato politico ce l’ha.
  Aparte che anche votare, diciamolo, non serve a una cippa semplicemente perchè a votare sono in troppi, le probabilità che il nostro voto sia determinante a mandare qualcuno in parlamento è più o meno la stessa che la vita nasca dal caso :-)
Comunque a parte questo, metti che a votare ci va solo il dieci percento, non cambia nulla, dici te, perchè il meccanismo elettorale non prevede quorum e quindi il parlamento si forma uguale; ma immaginiamoci cosa succederebbe realmente all’indomani di tali elezioni.
Chi vince sicuramente dirà che è una cosa normale nelle democrazie mature e segno di grande civiltà.
Chi perde rosica però, quindi comincerà a discreditare il vincitore dicendo che “non l’ha votato nessuno” e così via, qualsiasi iniziativa del governo sarebbe accompagnata da un “governa contro gli italiani e senza il loro consenso” ogni manifestazione in piazza avrebbe numeri paragonabili alla percentuale di votanti.
in poche parole i politici avrebbero le mani legate.
ilbuffone
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giovedì, 27 marzo 2008, ore 14:51

Tempo fa ai tempi dei monaci della birmania, quando si pensava di salvare il mondo indossando una maglietta rossa e mettendo bannerini sul blog invece di fare come Rambo, scrissi un post che provocatoriamente  appellava  tali monaci come "preti negri" , alludendo al fatto  che in tempi di anticlericalismo  dilagante  i preti birmani riscuotevano simpatie  in quanto abitanti del terzo mondo.

Mo con questa faccenda del tibet non è che le cose siano più chiare.

Allora, il capo di una teocrazia interviene nel dibattito politico di un  paese vicino laico,  i sinistri arcobaleni e i neocon di area radical-laicista si stracciano le vesti, uralno alla teocrazia e alla minaccia della laicità, comemmorano quando lo stato teocratico fu annesso dallo stato laico e i beni dell'attuale re-sacerdote furono sequestrati.
Sto parlando ovviamente del papa, e della repubblica italiana.

Poi però ci sono altri preti che sostengono che ci vuole la teocrazia in europa, gli arcobaleni dicono quanto so belli e quanto so bravi, la loro è una cultura di pace e bisogna conoscerli approfondire il loro usi e comustumi e magari anche convertirsi, se prorpio non si riesce ad essere atei. I neo-rad-laicisti invece parlano di eurabia e rievocano gli ammonimenti della Fallaci.
Ovviamente sto parlando degli imam estremisti.

C'è un primo ministro in oriente  regolarmente eletto, ma il suo presidente è un sacerdote.
Per gli arcobaleni è l'unica democrazia dell'area, gli altri vorrebbero spezzargli i reni.
Parlo dell' Iran.

Poi c'è il della gente che vive in uno stato laico anzi, oserei dire laicista ma che vuole seprarsi perchè vuole una teocrazia, con a capo l'ex capo teocrate, che dal canto suo ovviamente non vede l'ora di ritornare alla sua umile dimora :-), gli arcobaleni a questo punto si dividono a seconda della quantità di rosso nell'iride che li rappresenta, gli altri invece sono tutti compatti per "evviva alla teocrazia".

La domanda a questo punto è: come cazzo ragionano?

L'unico discrimine mi sembra che per gli arcobaleni sia: evviva tutti i preti tranne i nostri (e par alcuni: e quelli che combattono contro i comunisti) specialemnte quelli poveri, anzi no, in paesi poveri, o comunque in paesi non occidentalizzati. insomma quelli che possono in una qualsiasi maniera sembrare sfigati.

Per i neo-radi-laicisti il discrimine sembra sia quanto cool ed esotico sia il prete in questione, cioè, dai il dalai lama, hollywood, richard gere, l'era dell'acquario.
Io sinceramente ce la vedo molto la Bonino (che però a a onor del vero sembra l'unica dei neo-rad-laicisti a comportarsi in modo coerentemente laicista, nel senso che del dalai lama sembra che non gliene frega una cippa) farsi una foto con a braccetto Rael, Sai baba, e il principino di Indiana Jones e il tempio maledetto.

p.s. Ovviamente manco ci sta da aggiungere che io sono favorevole all'indipendenza e alla secessione di chiunque la voglia, pure di borghezio, quindi figurarsi del Tibet.
ilbuffone
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martedì, 04 marzo 2008, ore 13:43

Ho appena sentito al giornale che Tremonti sarà il prossimo ministro dell'economia.
Io ora come ora non voto, a meno che Veltroni non se ne esce con qualche sorpresa dell'ultimo minuto del tipo Visco ministro.
ilbuffone
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domenica, 17 febbraio 2008, ore 14:03

A volte capita che fai un salto su un blog.
Bandierone stars and stripes, frasi roboanti come "un inno alla libertà" e tu dici, beh, sarà uno dei nostri, un po' neocon magari, ma quel "inno alla libertà..." no in fondo sarà uno dei nostri....

poi leggi i commenti ad un post e ti cascano le braccia.

"Ma tu stai giustificando le tasse!"

la risposta a questo commento è veramente una perla:

"Non giustifico nulla. In tema di tasse non c’è nulla da giustificare."

Se state pensando che intenda dire che le tasse non sono giustificabili, purtroppo vi sbagliate, sta dicendo che la tassazione non ha bisogno di essere giustificata, è la volontà del Signore, del Furher, e quindi non c'è bisogno che segua criteri di giustizia o che almeno cerchi ammantarsi di qualche psudo-sillogismo, altro che le polemiche tra Nozick, Rawls, Sen, gli utilitaristi, macchè, inchinatevi al vostro leviathan.

"Non esiste la possibilità di un sistema statale e sociale senza tasse."

Che non esiste la possibilità di un sistema statale senza tasse è vero, il fatto è che si tratta di una condizione desiderabile. sul "sociale" stendo un velo pietoso. Notare la serie di inattaccabili argomentazioni.

"Ci sono stati con imposizione fiscale indiretta bassissima ma solo perchè quella diretta è altissima."

Il kuwait ha un imposizione fiscale del 1% del prodotto interno lordo... ma questo non significa comunque nulla, anche se fosse come dice il tizio cosa vorrebbe dire? Che siccome gli stati hanno le teasse alte allora è bene pagare le tasse alte? E' una cosa senza senso.

"I cosiddetti liberali anti-statalisti che si illudono possa esistere un sistema senza tasse, si illudono e basta."

Cedo davanti a tutte queste argomentazioni, faccio notare il "cosiddetti". questi patetici liberali anti-statalisti, così demodè, nioente a che vedere con i liberali totalitari, l'unico modo corretto di essere liberali.

"Il problema non sono le tasse in sè."

Il problema sono le tasse in sè

"Il problema è il livello della pressione fiscale,"

se non hai una "teoria della giustizia fiscale" come fai a stabilire qual'è il livello ottimo della pressione fiscale? insomma non si può dire che le tasse non vanno giustificate, che sono alte ovunque e poi dire due righe sotto che è un problema se sono troppo alte, è illogico.

"gli sprechi nella macchina dello stato"

sono endemici, si possono limitare un po' magari, ma visto che i burocrati non sanno quali sono i bisogni del cittadino, e non hanno un sistema di feedback decente per orientare le loro scelte, caro cantor te li terrai per sempre, o almeno finchè lo stato non avrà un sistema di lettura del pensiero dei prorpi cittadini, spero mai, preferisco gli sprechi.

"e un sistema amministrativo che non rende ai citadini quello che gli preleva."

questa è proprio bella.
se i servizi che lo stato rende ai cittadini fossero superiori all'importo versato dai cittadini, per quale diamine di motivo le tasse sono obbligatorie? E' ovvio che sei obbligato a pagarle perchè i servizi sono peggiori, se i servizi fossero superiori il cittadino sarebbe leito di versare soldi per ricevere il servizio; è quello che succede tutti i giorni quando compri qualsiasi cosa.
Gli economisti lo chiamano "mercato"

riassumendo:
il servizio è superiore ai soldi versati = assenza di coercizione= mercato
il servizio è inferiore ai soldi versati = necessità di coercizione = stato

"Per chi vive in Svizzera come me, pagare le tasse non è un problema: qui funziona quasi tutto benissimo."

Eppure per lui è un problema. La cosa significa semplicemente che se dividiamo la popolazione svizzera in tax payers e in tax consumers Cantor è un tax consumers Pinocchio è un tax payer. Per dirla in un modo leggermente più brutale Cantor si comporta come un parassita nei confronti degli svizzeri che le tasse non vogliono pagarle.
ilbuffone
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giovedì, 14 febbraio 2008, ore 16:20

Fassino:
«Sui radicali sono più prudente. Spesso si confonde Emma Bonino col Partito radicale. Vede, i radicali al suo tempo hanno proposto di togliere qualsiasi tutela ai lavoratori, introducendo la libertà di licenziamento, nonché l’assoluta liberalizzazione del sistema televisivo, che avrebbe avuto come effetto il rafforzamento del monopolio di Berlusconi. E certo, sui temi etici sono laicisti e non laici. Su cosa siamo d’accordo? Le culture sono diverse. Ma colgo l’occasione per dire che siamo pronti a candidare Bonino nel Pd, ha collaborato egregiamente con Prodi»

Dunque se un giorno vedrete un enorme veicolo giallo con dentro migliaia di persone, non preoccupatevi, non è l'invasione degli ultra corpi e non siete finiti in una  canzone dei beatles, è solo l'effetto della liberalizzazione dei taxi.
Se siete perplessi discutiamone domani mattina dal panettiere, visto che da quando li hanno liberalizzati ne è rimasto solo uno.
ilbuffone
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mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 22:51

Probabilmente ognuno ha una sua definizione di concetti di laicità e laicismo, per quanto mi riguarda la questione è mero non-sense il concetto di laicità è molto futile, basta il concetto di libertà, nel momento che uno stato si fa da parte e concede la libertà allora è ovviamente uno stato laico, e più si fa da parte e più laico è.
Se invece pone delle restrizioni all'agire dei cittadini poco importa se tali restrizioni siano prese dalla Bibbia, dal Capitale, da Dianetics o dalla costituzione della repubblica. Il concetto può essere utile a chi invece propugna una visione interventista dello stato, in tal caso le minacce alla laicità non riguardano le idee inerenti alle proposte di legge, ma solo da chi le pronuncia, siccome la chiesa sta sulle balle allora se una cosa la dice Ruini va male, se la dice Bertinotti o chi per lui va bene. Ho notato che se invece entrambi dicono le stesse cose, per esempio, si tende ad ignorare la questione, il buon vecchio metodo del far finta di non vedere.

Per quanto riguarda il laicismo, invece, lo intendo come un uso delle leggi per promuovere una visione della vita, delal società, laica.

La cosa fa schifo in modo simmetrico alla teocrazia, e non è solo un'ipotesi teorica a quanto pare (per esempio il vietare il velo è una cosa molto laicista) si prenda ad esempio questa notizia 

La cosa divertente è che noi siamo abituati a pensare agli scout come ad un'associazione cattolica, ma questo è vero solo in italia, nel resto del mondo è un associazione laica, in italia si è divisa in due associazioni ufficiali, quella cattolica, e quella laica, appunto; questa è la promessa dell'associazione laica:

Prometto sul mio onore di fare del mio meglio per:
- compiere il mio dovere verso Dio, la Patria, la Famiglia;
- agire sempre con disinteresse e lealtà;
- osservare la Legge Scout.

evidentemente non abbastanza laica, qualcuno magari vorrebbe sostituire quel Dio (magari massone, magari spinoziano) col gene egoista; tanti auguri, non contate su di me.
Compiere il proprio dovere verso la selezione delle specie e le leggi della fisica mi suona veramente troppo poco romantico.
ilbuffone
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mercoledì, 16 gennaio 2008, ore 22:41

Non ho molto tempo e molta voglia per fare un discorso sull'intreccio tra ontologia ed epistemologia in feyerabend galileo la chiesa e i comunisti.

Come vuole la consuetudine annuale commento la classifica delle libertà economiche.

avevamo lasciato l'italai l'anno scorso appaiata all'Uganda al 62esimo posto, quest'anno non ci è andata così bene, l'Italia perde due posizioni e cede il suo posto alla Mongolia finendo tra gli Emirati Arabi e il Magadascar; l'Uganda ci stacca impietosamente e finisce al 52esimo posto.

Caliamo di altre 18 posizioni e potremmo cominciare a vantarci di essere il paese comunista più ricco del mondo (ricchezza procapite ovviamente), il problema è che non saremo più neanche tanto ricchi.

nota a margine: spesso qualcuno critica l'iper liberismo e i danni che genera, il liberista in genere dice "liberismo maddove?" ed elenca puntualmente tutte le distorsioni socialiste del mondo civilizzato attuale.
A quel punto il liberista viene attaccato di purismo ideologico, di essere come i comunisti che dicono che il comunismo funziona e che quello sovietico/cinese/cubano non è vero socialismo perchè non aderisce esattamente alle proposizioni di marx. Sostengono quindi che l'anarcocapitalismo o il liberismo selvaggio non hanno applicazioni empiriche e quindi non si possono valutare, funzionano solo "in Teoria".

Eppure questa classifica può dirci qualcosa di empirico nello scontro tra liberismo e socialismo, vediamo i gli stati considerati più liberisti:

hong kong   $34.833 (gdp procapite)
singapore    $29.663
irlanda          $38.504
australia       $31.794
stati uniti      $41.890
nuova zelanda $24.996
Canada        $ 33,375

poi c'è l'economia sociale di mercato Italiana $28.529

e poi i paesi molto socialisti (in ordine di socialismo o di assenza di libero mercato, come volete)

Corea del nord (non classificata, ma che immaginiamo ricchissima ovviamente)
il Paradiso (cuba) $4.000 (ovviamente per colpa dell'embargo, sennò poteva arrivare come minimo al doppio, a $8.000 tantissimo)
Zimbabwe $2.038
Libia           $12.768
Burma        $1.800
turkmenistan $9.358

La smetto per pietà. Io personalmente spero di che questo stato si avvicini all'irlanda invece di andare passettin passettino verso Cuba in nome dell'equità sociale, chiamatelo metodo induttivo.
ilbuffone
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giovedì, 10 gennaio 2008, ore 21:47

Niente cibo,  niente  fumo, niente alcool, nente sesso e lavoro duro tutti i giorni. La promessa di severe punizioni fisiche e umiliazioni se trasgredisci queste regole e viceversa gloria e (per i predestinati) benessere se le segui.

Se volete sapere com'è la vita di un fondamentalista evangelico datevi alla boxe.
ilbuffone
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martedì, 08 gennaio 2008, ore 11:11

La questione è questa: le guerre costano, il governo degli Stati Uniti non ha i soldi per andare a esportare democrazia di qua e di là,  sembra che si tratta di un bene di lusso.

Quindi che cosa fa? Emette Bond, titoli di stato, ovvero fa i buffi, come si dice da noi.
E chi gli finanza i buffi?

La Cina.

Ergo, la Cina sta esportando la democrazia in Iraq e Afghanistan, gli Stati Uniti fanno solo franchising. La Cina, avete presente la Cina no?
Avete presente i prodotti Cinesi vero? immaginate come gli può uscire fuori una democrazia :-)


ilbuffone
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lunedì, 07 gennaio 2008, ore 11:21

le primarie in Iowa hanno visto Huckabee trionfante, chiamateci inguaribili romantici ma speriamo che un giorno, magari non lontano, a governare il mondo sarà LUI
ilbuffone
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lunedì, 07 gennaio 2008, ore 10:36

"Fare pubblicità a Paul è cosa giusta. Tifare perchè vinca, specialmente per noi europei,significa darsi la zappa sui piedi."
jinzo

E' vero, l'esercito italiano e quelli europei fanno pena perchè fino ad oggi abbiamo ciucciato la difesa militare agli USA, ma questo che diamine vuol dire? Non si può essere contro il welfare solo quando il welfare ti si ritorce contro, il libertarismo è una posizione etica, niente welfare militare a spese degli USA, anche se a poi siamo noi a subirne le conseguenze.
ilbuffone
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lunedì, 31 dicembre 2007, ore 16:30

nell'augurarvi buon anno, vi dedico l'ultimo delirante pensiero del 2007.

Si sfottono sempre a ragione i francesi che fanno i nazionalisti avec la puzzà sotto al nasò, e el uniche guerre che vincono poi sono quelle dei fumetti di asterix.

Eppure a guardare bene, ormai possiamo dirlo, gli Stati Uniti non vincono una guerra dal '45 (se non si vuole considerare il suicidio della Russia una vittoria) e dire che di guerre ne hanno fatte e gli avversari erano scarsini alquanto, quindi è inutile sperare nella conquista dell'Italia da parte degli States,  riuscirebero a perdere anche con noi, l'unica è passare al contrattacco e conquistarla noi, in fondo non penso  che i talebani siano tanto più agguerriti e organizzati dell'anonima sarda.
Per non parlare degli ultras, immaginate se lanciano il fosforo bianco usato in iraq contro gli ultras, quelli si mettono a ridere: "E questo 'o chiameno lacrimoggeno?"

Un problema  tuttavia si frappone tra questo progetto e la sua realizzazione: gran parte dell'arsenale italiano verrà fatto brillare questa notte a Napoli per futili motivi.

Come al solito abbiamo le capacità ma non ci applichiamo.
ilbuffone
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