venerdì, 03 luglio 2009, ore 14:22

Stimolato da questo post del residenclave mi imbatto sulle richieste di Emma Marcegaglia al governo, e proclami vari sul fatto che le piccole imprese devono crescere.

Che cazzate.

Vabbè che poi i parametri per misurare al crescita sono molti possibili (boh uno potrebbe scegliere dal fatturato all'utile al volume dei capannoni, cosa definisce un'azienda grande?), in genere si intende il numero di dipendenti.

Se si intende quello si dice una gran cazzata che esemplifico.

La disoccupazione è forfettariamente al dieci percento (non sono aggiuornato sui dati dovrebbe essere meno comunque), se le piccole e medie imprese crescono più del dieci percento o ricorrono alla schiavitù o "rubano" lavoratori alle altre, quindi se una cresce l'altra diventa piccola o muore; perchè è preferibile un ambiente con poche imprese grosse rispetto a molte piccole?
Perchè i dinosauri hanno più capacità di sopravvivenza dei virus?

la risposta non c'è, perchè semplicemente non è vero, anzi.

in un mondo ideale pieno di concorrenza, di gente onesta eccetera, le aziende avrebbero massimo un dipendente che coinciderebbe col titolare, insomma ognuno lavorerebbe e verrebbe immediatamente retribuito senza bisogno di contratti o gerarchie, sarebbe veramente il paradiso anarchico, anche delle anarcozecche.

Questo avverrebbe per motivi bene spiegati da hayek e mises, è più facile contabilizzare un'azienda da una persona, le informazioni sono distribuite eccetera.

solo che purtroppo ci sono i costi di transazione e quindi nascono le aziende, che peccato, però non si capisce perchè bisognerebbe volere delle belle aziendone più grandi di ciò che è strettamente necessario.

La marcegaglia è laureata alla bocconi ha un master, e queste cose non le sa, bof.
In compenso è facile accontentarla, basta togliere l'IVA e mettere la vecchia IRE* che aumenta a dismisura i costi di transazione e così ci troveremo allegramente con delle belle aziende elefantiache e agonizzanti.

*Nota bene: non mi riferisco alla recente imposta sul reddito ma alla tassa che c'era prima dell'iva, non sono neanche sicuro che si chiamasse così, comunque colpiva le transazioni tra aziende, motivo per cui le aziende tendevano ad integrarsi verticalmente, bon potrei mettere mano alla biblioteca e verificare se si chiamasse proprio così, ma per un post scritto al volo così mi sembra troppa fatica :-P
ilbuffone
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venerdì, 26 giugno 2009, ore 12:57

Allora molti giovini adolescenti iscritti all'isituto per le scienze sociali si collegano qui per avere suggerimenti sulla seconda prova.
Non so come fate, non mi interessa, la vostra scuola è ridicola e inutile, non è possibile che sia più facile la seconda prova della prima, quest'anno poi....

Però siccome state riportando le visite del blog alle vecchie glorie vi do una dritta.

allora l'eccesso di etnocentrismo ci fa andare in giro a picchiare i musulmani perchè non si mangiano il maiale.

l'eccesso di relativismo culturale ci farebbe affermare che l'olocausto era una cosa giusta nell'ottica della cultura nazista e che non possiamo giudicarlo se non nell'ottica della cultura nazista.

ovvio che d'istinto ci sembrano due posizioni opinabili.

ebbene stando al manuale di etnologia dell'università il limite dell'etnocentrismo è l'essere umano, una cultura può essere relativizzata finchè non impedisce ad un uomo di essere uomo.

quindi nazismo non va bene.

certo in conreto è un po' arduo stabilire cosa rende un uomo e cosa no, io suggerisco di buttare la dichiarazione dei diritti dell'uomo e ricamarci sopra qualcosa.

ecco fine del suggerimento, ovviamente il resto dovete mettercelo voi, testine, non vorrete mica copiare.

ovviamente per ringraziarmi sarebbe il caso che cominciaste a seguire questo blog anche quando non siete disperati, grazie.
ilbuffone
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giovedì, 25 giugno 2009, ore 20:04

Sommo sconforto, sono andato a spulciarmi i temi della maturità usciti oggi, ed ho improvvisamente avuto come un'illuminazione sinestetica del declino dell'Italia, quasi come a toccarla con mano.
Sì, girava voce, confermata dallo stesso ministro, che le prove sarebbero state facili, ma facili non è questo, facili sono temi facili, non un album da colorare coi pennarelli.

Segue analisi. qui il link al pdf

"Svolgi la prova"  ma che davero davero? ao, ma come ti permetti ho (n) (n>18) anni e sto facendo un concorso pubblico, mi si dii del lei; suggerimento: in genere per queste cose formali di voi adulti si usa la formula "il candidato svolga".

1) brano tratto dalla coscienza di Zeno che riporto.

"Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di
psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica.
Di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver
indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il
naso a tanta novità. Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si
rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi
pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più
bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste
memorie.
Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia. Sappia però ch’io sono pronto di dividere con lui i
lauti onorarii che ricaverò da questa pubblicazione a patto egli riprenda la cura. Sembrava tanto
curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante
verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!...
Dottor S."

Adesso uno come me, in genere, per questi brani, dove entrano dispositivi semiotici particolari che agiscono sull'enunciazione ci sguazza come un paperottolo, uno magari vorrebbe fare bella figura, magari uno che fa la maturità non ci capisce niente di semiotica (perchè gli hanno insegnato roba più utile come mettere l'articolo davanti ai cognomi) però magari è sufficientemente arguto da accorgersi che svevo non è uno psicanalista, quindi si crea un personaggio fittizio che presenta a sua volta la storia in prima persona di un altro personaggio fittizio, generando effetti di senso.

beh mentre uno si gasa però comincia a scorrere le domande che quasi si commentano da sole:

"Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe."

"Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica. Di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità. Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie. Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia. Sappia però ch’io sono pronto di dividere con lui i lauti onorarii che ricaverò da questa pubblicazione a patto egli riprenda la cura. Sembrava tanto curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!... Dottor S."

fatto

"Quali personaggi entrano in gioco in questo testo? E con quali ruoli?"
non riesco a trovare nulla di abbastanza sarcastico per commentare una roba idiota come questa :-(

"Quali personaggi entrano in gioco in questo testo? E con quali ruoli?
Quali informazioni circa il paziente si desumono dal testo?
 Quale immagine si ricava del Dottor S.?
Il Dottor S. ha indotto il paziente a scrivere la sua autobiografia. Perché?"

i protagonisti sono maschi o femmine? che lingua parlano? il protagonista è giovane o vecchio? Centra in qualche modo la psico-analisi?
"Rifletti sulle diverse denominazioni del romanzo: “novella” (r. 1), “autobiografia” (r. 4), “memorie” (r. 9)"
eh... forse ha usato il termine autobiografia perchè si presenta come un'autobiografia? Riflettiamo intensamente.

"Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza."
meno male, una via di fuga per scrivere qualcosa di interessante, anche se a questo putno uno si chiede automaticamente se i professori sarebbero in grado di comprendere.

"Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti al
romanzo nella sua interezza o ad altri testi di Svevo. In alternativa, prendendo spunto dal testo proposto,
delinea alcuni aspetti dei rapporti tra letteratura e psicoanalisi, facendo riferimento ad opere che hai letto e
studiato."
Ma sì facciamo un'analisi del testo analizzando altri testi, vabbè qui se non altro un po se ripija.

2) "Sviluppa l'argomento..." Ao me state a imbrutti. Mi dia del lei signor ministro.

ambito artistico-letterario

"amore e innamoramento"

no comment

no vabbè dai commentiamo, allora l'ha scritto un bimbominkia sto argomento?
Propongo i seguenti temi per i prossimi anni:
"perkè i ragazzi fiki ci fanno soffrire?"
"ho fatto sesso ma non ho ancora le mestruazioni, posso rimanere incinta?"
"cioè sta tipa me pija proprio bene"
"lo zen e l'arte di truccare il motorino 50"

"2009: anno della creatività e dell’innovazione."
questo va quasi meglio, anche il 2009 ovviamente non è l'anno della creatività e dell'innovazione, è l'anno della stretta creditizia che segherà per un po' le gambe alla creatività e all'innovazione.
quindi non vedo cosa ci possa scrivere uno, era meglio un creatività e innovazione generale.

"Origine e sviluppi della cultura giovanile."

qui mi sono cascate definitivamente le braccia, non tanto per demenza che il test richiede allo studente, quanto alla demenza del redattore.
Carrellata di immagini tipo movimenti sessantottini, i beatles, i punk, i paninari, le contestazioni eccetera eccetera....
e per finire facebook.

cosa cazzo centra? ma quanti anni ha quello che ha scritto sta roba? 700.000? Perchè nella famiglia mia solo nonna novant'enne ormai non è iscritta, però siccome è uno strumento che usano i ggiovani allora dai mettiamocelo. però sugli anni 80 ci hanno messo i paninari invece del nintendo 8-bit, sugli anni 90 non ci hanno messo il telefonino, coem se stare su facebook fosse uno status symbol dei giovani, uh quanto è figo sta su facebook, e dire che di ggiovani interessanti non è che mancano, basta guardare i neofascisti o gli emo.

bah.

"social network,internet,new media"

e vabbè, questo glielo passo va.

"Il candidato si soffermi sulle fasi di passaggio dal regime liberale monarchico a quello fascista e dal regime
fascista a quello democratico repubblicano. Evidenzi, inoltre, le caratteristiche fondamentali dei tre tipi di regime."

cambia il colore del vibratore.

finalmente un tema decente comunque, e sopratutto SE LA PIANTANO DI DARE DEL TU.

"A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, il candidato rifletta sul valore simbolico di quell’evento ed
esprima la propria opinione sul significato di “libertà” e di “democrazia”."

oh bene un po' propaganda anticomunista ci voleva, almeno quella.
giovani adolescenti libertari spero che abbiate avuto le palle per spiegare ammodino ai vostri professori girotondini la differenza tra le due cose.

ilbuffone
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lunedì, 15 giugno 2009, ore 14:27

Allora, qualche tempo fa non ho commentato una cosuccia che valeva la pena commentare quindi lo faccio ora.

Fini, noto presidente della camera, ebbe a dichiarare  che le leggi non possono essere orientate da precetti religiosi.
Il problema è che il presidente sembra aver omesso (o hanno omesso i giornali che hanno riportato le dichiarazioni) esattemente da cosa invece dovrebbero essere orientate le leggi.

Per esempio, quando ha deciso che chi aveva x spinelli a casa o addosso doveva andarsene in carcere da cosa era orientata la legge?
Leggi orientate da semplice bacchettonismo vanno bene?
ilbuffone
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venerdì, 12 giugno 2009, ore 18:20

Le donne sonno quelle persone che ti chiedono sempre chi è il cattivo mentre state guardando un film. Porno
ilbuffone
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mercoledì, 10 giugno 2009, ore 12:26

Dopo questa meravigliosa campagna elettorale mi è venuta spontanea una domanda:
ma se Ron Paul avesse fatto lo sciopero della fame, bevuto la piscia e si fosse appuntato una bella stellona di David sul petto per protestare contro il primo emendamento (loro Scalfaro non ce lo hanno avuto, pare abbiano ancora la libertà di stampa), avrebbe avuto la visibilità che avrebbe meritato ma che i main stream media gli hanno negato?

probabilmente sì, ma non sarebbe stato più Ron Paul.
ilbuffone
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domenica, 07 giugno 2009, ore 18:39

Votare è un atto irrazionale, le probabilità che il voto nostro sia proprio quello che serve a mandare al potere il tizio che vogliamo sono estremamente inferiori alle probabilità di fare una morte atroce investiti da una trebbiatrice (in piena città), mentre ci si sta recando alle urne.

Quindi l'unico motivo per votare ad elezioni più grandi di quelle per l'amministratore di condominio è affettivo, mi esalta il programma di un tizio talmente tanto che secerno endorfine a metterci la croce sopra oppure odio un tizio talmente tanto che godo a mettere il segno su qualcosa che non è il simbolo del partito del tizio che odio.

Quando qualcuno vota per il meno peggio è perchè non ha fatto una seria analisi dei costi/benefici.

ilbuffone
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venerdì, 22 maggio 2009, ore 15:24

Mi ricordo quando andavo alle elementari, che c'era la CEE.
Che bella cosa la CEE invece di scannarsi per ogni cazzata come abbiamo fatto negli ultimi mille mila anni si liberalizzavano i mercati delle varie nazioni europee; poi con schengen si abbattevano anche i confini, che bella aria di libertà.
Poi siccome eravamo parte del blocco occidentale, basta sozzerie social comuniste, per esempio, prendi la SIP monopolone statale, era vietato vendere pure gli apparecchi telefonici, c'era il monopolio su tutto (gli apparecchi telefonici, bah, io ci ho provato a capire la logica ma proprio mi sfugge) orbene, grazie alle direttive comunitarie i servizi telefonici sono stati liberalizzati e le tariffe sono crollate a picco.

Bene, ad un certo punto non so cosa è successo, l'Europa invece di essere una strategia per essere più liberi e più pacifici è diventata una divinità, credo sia successo durante il primo governo Prodi e del mitico Trenoperleuropadaprendereatuttiicostisennòèlafine, ve lo ricordate? l'Euroooooooopa, si è vero siamo messi male c'è grossa crisi l'italia è il fanalino di coda una qualsiasi statistica random, ma adesso saremo in euroooooopa.

ecco da quel periodo in poi, ma le avvisaglie c'erano già da prima, l'unione europea invece di un mezzo è diventato un fine, tutti la adorano e tutti dicono dobbiamo fare questo per l'europa, dobbiamo fare quell'altro è l'europa che ce lo chiede.

ecco chissenefrega dell'Europa, orami il suo scopo lo ha raggiunto anni fa, perchè dovremmo adorare l'europa, votarla, sostenerla? A cosa ci serve l'eruropa? A fare leggi e politiche fiscali dagli islandesi e dai danesi per poi applicarle in Italia?

Ce la propininano come un nuovo sentimento di identità nazionale, ma la verità è ce se siamo a malapena italiani figuriamoci europei, non abbiamo nulla in comune con gli altri popoli europei a parte il fatto che il cristianesimo è la religione dominante, capirai. se dobbiamo veramente fondare l'europa sulle radici cristiane invece di allargarla alla turchia dovremmo allargarla a messico e filippine.

abbasso l'Europa, punto.
ilbuffone
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venerdì, 08 maggio 2009, ore 15:44

Insomma, leggendo qua e la nella blogosfera molte persone sono assai scettiche sull'auspicabilità di un sistema anarchico capitalista, ciò nondimeno si trovano daccordo nell'auspicare una minore intrusione dello stato nella vita personale (specialmente per quanto riguarda le issues che interessano loro, le altre vengono spesso ignorate od ostacolate per i più disparati motivi, a quanto pare la coerenza non è un gran valore al giorno d'oggi) ed alcuni si sentono talmente liberali da auspicare uno stato minimo, guardiano notturno,

Ecco, io non capisco come mai vedono tutta questa differenza tra uno stato minimo e l'anarchia, che poi io ero da annoverarmi a questo gruppo di persone all'epoca, ma non ricordo cosa ne pensavo in merito, forse avevo solo un'opinione superficiale.

insomma per questa gente sembra che in caso di stato minimo tutto scorre liscio come l'olio, come finisci di lioberalizzare le ultime cose PAM scatta "guerra di bande" che è quella applicazione di facebook che rompe i maroni ogni 2 secondi con "si sono attaccati altri capibanda clicca qui per vendetta" manco fosse gomorra.

Il ragionamento che propongo è semplice, supponiamo che in italia ci sia uno stato minimo, la costituzione oltre alla solita roba istituzionale tipo come funzionano i poteri eccetera, prevede solo gli articoli "non rubare" "non uccidere" declinati poi nel codice nelle varie manifestazioni tipo stupri, vandalismo esecuzione dei contratti eccetera.

Ad un certo punto alcuni cittadini, insoddisfatti dalla copertura statale, decidono di fare ronde nei quartieri e come capita spesso nelel vicende umane dopo un po' le fanno fare a dei gruppi di esperti prezzolati, assumono detective privati per eventuali indagini eccetera.

cosa dovrebbe fare lo stato minimo in tal caso? non hanno forse diritto a spendere i loro soldi per difendersi?

supponiamo altresì che, essendo tale stato minimo l'Italia, i processi durino migliaia di anni e la gente decida di affidarsi a corti di arbitrato e tribunali privati, ancora, non vedo perchè lo stato minimo dovrebbe impedirlo.

magari ci sarà il caso che forze di polizia private conducano a processi in tribunali privati, e magari eventuali carcerazioni avverrebbero in carceri private, senza che lo stato finisca per metterci bocca (e perchè dovrebbe?)

Insomma  non si riesce ad individuare un punto in cui la liberalizzazione dovrebbe essere fermata, nè per quale motivo.

Io credo che l'errore dei minarchici sia valutare lo stato minimo come stato etico, mentre l'anarchia solo una condizione istituzionale senza considerare l'etica.

Fondamentalmente l'anarcocapitalismo sta alla guerra di bande come lo stato minimo sta  al nazifascismo.

Mi sono spiegato? Allora la questione è questa: si considera un determinato stato minimo come auspicabile, tuttavia non vi è nulla nella struttura delle istituzioni di tale stato che lo renda minimo per sempre, può tranquillamente degenerare in uno stato non etico.

stessa cosa per la situazione anarchica, parte delle istituzioni possono comportarsi in maniera non etica, per esempio proteggendo monpoli o altre robe.

dal punto di vista etico non si può dire nulla in quanto sia uno stato minimo che l'anarco capitalismo dovrebbero utopisticamente comportarsi eticamente, anzi se vogliamo la situazione anarchica è più etica nel senso che è più libertaria.

dal punto di vista istituzionale direi che abbiamo sotto gli occhi di tutti come lo stato minimo sia altamente instabile, tant'è che che non ne abbiamo più, non si può sapere con certezza invece quanto sia stabile una situazione di anarchia che rispattasse le regole etiche libertarie, probabilmente però possiamo azzardare che se un'istituzione si comporta male verrebbe combattuta dalle altre istituzioni, e la cosa peggiore che può capitare è che un'agenzia di protezione vinca ottenga un monopolio e crei... uno stato! 
ilbuffone
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mercoledì, 29 aprile 2009, ore 20:46

Ciao a tutti, sì sono ancora vivo.

Oggi vi scrivo per comunicarmi che hanno ultimato i lavori per trasformare l'ex lattificio sotto casa mia in un modernissimo centro d'arte moderna; la nuova struttura consta di un cubo nero stile la mecca, ma già arruginito, stile "luxury of dirt" della diesel. Invece dei jeans già sporchi adesso si fanno gli edifici già degradati, ci sta già un graffito con lo spray su un lato, non so se era previsto dal progetto originale, non mi stupireri, non mi stupirei neanche se mettessero già degli spacciatori all'uscita che tanto è "arte".

Sto robo sorge in pieno centro storico.

A questo punto scatta il susseguente invito alla riflessione: quando è stato proposto il "piano casa" per stimolare l'economia edilizia ma senza tirare fuori badilate di soldi dei contribuenti in stile obama, che se permettete a me va benissimo così, i radical chic snob sono tutti insorti del tipo "OVVOVE ! ! ! ma i cittadini italiani sono tamarri immani diamo loro la libertà e ci troveremo con le case medievali fatte a pezzi per costrurci sopra case a forma di suv".

Non è cosa nuova quanto il radical chic snob covi disprezzo per il volgo che tanto ama.

Ma allora se la libertà non è data al cittadino privato chi sarà se non altro a restaurare o costruire cose nuove?

Ma ovvio il pubblico.

Cioè, il pubblico sono gli stessi geni artisti sensibili laureati in storia dell'arte ed estetica radical chic snob che, per esempio, commissionano quelle robe simili a flipper o a incidenti stradali che si trovano nei giardini o nelle piazze di ogni comune, sì li avrete visti anche voi, in genere sono monumenti ai caduti o qualcosa di similare.

Ecco alzi la mano chi ne ha visto uno, e dico uno solo, che sia almeno decente.

Immaginatevi se la copertura nuova dell'ara pacis l'avesse fatta un privato, già me le immagino le ruspe che lo abbattono.

Ecco, per concludere, è uno dei tanti paradossi dell'Italia, ti vietano di dipingere la tua casa azzurro chiaro quando il piano urbanistico prevede che la tua (sottolineo tua) casa deve essere azzurro scuro, e nel mentre il sindaco fa costruire una piramide di centomila cubiti da orde di schiavi sul centro medievale in ricordo di Togliatti.
ilbuffone
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sabato, 11 aprile 2009, ore 12:04

Ieri sera facendo zapping ho beccato la signora Daria Bignardi a "Era glaciale" (che tutte le volte che lo vedo scritto sul televideo penso "wow bello! Danno era glaciale stasera in tv, me lo vedo, alla RAI addirittura! A no; non è il film, peccato."Ma questa sa trovare solo nomi di film per le trasmissioni sue ammazza che fantasia, la prossima come la chiama, "fermo posta Tinto Brass"?) che faceva  delle domande ad un tizio che credo fosse un terremotato, ma non ne sono sicuro, perchè sono stato pochi secondi.
Insomma stava lì e gli chiedeva come avrebbe passato la Pasqua, ad un certo punto vuole tranquillizzarsi: "Non lo mangia l'agnello vero?".

Già l'agnello, anche quest'anno ci stanno i manifesti contro i magnatori di agnelli, e la bignardi, quanto è buona, ha subito preso a cuore la causa.

Quant'è buona la Bignardi, è così buona che manco la si può chiamare radical chic, è più buona di Veltroni, sarebbe da coniare un termine apposito, qualcosa tipo "liberal snob".

Ecco, invece io sono il solito bastardo, uffa, sempre acido, sempre sarcastico al limite dell'insulto, sempre a pensare in modo diverso dalla gente, mpfff, voglio essere anche io buono come la Bignardi.

Per questo motivo annuncio che domani a Pasqua non mangerò agnello, bensì un feto di pecora, e questo dovrebbe farmi passare istantaneamente da spietato assassino di ovini bambini ad emancipatore delle pecore dall'oppressione degli arieti e dal loro sisteme patriarcale.



ilbuffone
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venerdì, 27 marzo 2009, ore 15:19

libertyfirst mi ha convinto, visto che non posso ragionevolmente difendere le mie tesi, e visto che delle tesi giuste non esistono, perchè esserlo? perchè essere libertario e non comunista o democratico?

Il libertarismo si riduce a mera doxa quindi, e in quanto tale non è degno di essere difeso.

niente più liberismo sfrenato, neinte più anarchia su questo blog.

nota:Non è degno di essere difeso neanche dal punto di vista utilitaristico, perchè anche se è vero che il liberismo genera prosperità è solo da un punto di vista globale, da un punto di vista locale mi conviene comunque fare il lobbysta democratico per trarne profitto, è un equilibrio di nash, tragedy ofo commons che dir si voglia.

addendum: la scuola austriaca di economia si basa, per ammissione degli stessi fondatori, su assiomi indimostrabili, ergo inesistenti, quindi niente scuola austriaca, d'altronde io il l'utilità marginale decrescente "non la vedo".
ilbuffone
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mercoledì, 11 marzo 2009, ore 17:47





Stavo leggendo da un'altra parte un articolo riguradante giusnaturalismo, cattolici, costituzione eccetera.

Nei commenti un commentatore si chiede (all'incirca) cosa sia quest'arma malvagia chiamata giusnaturalismo che la chiesa sta usando contro di noi.

ne nasce una piccola discussione tra me e l'anarcoblogger più secchione d'Italia, siccome mi pare interessante riprongo il tutto qui.

Salviati:

“Qualcuno mi può spiegare di grazie che czoo è sto diritto/legge “naturale”?”

se domani fanno una legge per cui lo stupro non è più reato, secondo te sarebbe giusto stuprare le persone? se pensi di no ecco che hai trovato una norma che è antecedente al diritto degli stati e che potrebbe essere diritto naturale.

il giusnaturalismo moderno è di derivazione illuministica tra gli esponenti si trovano grozio, locke, kant; in epoca più recente rothbard e nozick.

una costituzione di derivazione tipicamente giusnaturalista è quella americana, a partire dalla dichiarazione di indipendenza:

“Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità;”

 

simplicio:

Il giusnaturalismo in senso di legge naturale è un non senso logico, ma esiste un significato del termine che ha senso.

La tesi A dice che l’ambito di interesse della legislazione positiva è illimitato (”la legge può avere qualsiasi contenuto”, Kelsen): questo è un giudizio di valore e in quanto tale arbitrario (”ideologico”), almeno di non interpretarlo in maniera puramente fattuale.

La tesi B dice che l’ambito di interesse della legislazione è delimitato da alcuni principi (una costituzione anche non scritta, i diritti dell’uomo, il sentimento del popolo o qualsiasi cosa): questo si può chiamare giusnaturalismo, ma lo chiamerei liberalismo e basta, visto che l’alternativa è il totalitarismo dei Parlamenti.

Il problema del gisnaturalismo è che il termine è fuorviante, e che non avendo un reale contenuto, ognuno lo riempie come vuole: così anche la superstizione può essere spacciata per diritto naturale. Io direi di abolire la parola: ciò che conta è l’estensione della scelta collettiva, cioè la scelta tra A e B.

[rispondendo ad altri]

x hai perfettamente ragione. Tutto il diritto è un giudizio di valore, non è che il diritto positvo è al di fuori della valutazione morale e quello naturale no. Semplicemente, agire significa scegliere, e la scelta che bisogna fare di fronte al diritto è accettarlo o cambiarlo.

Il giuspositivismo viene venduto in bundle con un giudizio etico perniciosissimo per cui tutto ciò che l’indivduo deve fare è obbedire a chi fa le leggi. Questo assioma è esiziale per la libertà, perché dove il Parlamento non ha limiti non ci può essere liberalismo.

Da qui ad inventarsi un giusnaturalismo che non esiste e a pensare che l’unica nostra speranza sono i miti della Chiesa Cattolica, però, ce ne vuole…

Salviati:

il fatto che non sia razionalmente dimostrabile non vuol dire che non esista, non possiamo neanche dimostrare il colore rosso nonostante lo vediamo tutti i giorni.
i giudizi etici sono degli imperativi categorici, ma a partire da un set base di principi etici condivisi più o meno a tutte le latitudini e autoevidenti praticamente a tutti si può formulare (mediante ragione) uno schema giuridico che sia coerente e non copntraddittorio, che se non sbaglio è quello che ha fatto rothbard. non è diritto naturale? beh però ci somiglia molto.

sul fatto che il giuspositivismo invece sia il viatico per ogni totalirsmo immaginabile ovviamente sono totalmente daccordo.

Simplicio:

sei totalitariamente d’accordo. :-)

che esistano valori uguali in tutte le epoche e in tutte le latitudini ne dubito fortemente. gli uomini si sono uccisi, derubati, stuprati e torturati a vicenda in infiniti casi. ci sono stati ordinamenti che non considervano i neri uomini, altri che accettavano lo sterminio delle minoranze. la stessa chiesa ha ucciso e segretato individui e minoranze.

la differenza tra il rosso e il giusnaturalismo è che il primo si vede e il secondo no…

ovviamente il giuspositivismo, dando il monopolio del diritto ad un’assemblea, è il peggior nemico della libertà che si possa immaginare…

Salviati:

“che esistano valori uguali in tutte le epoche e in tutte le latitudini ne dubito fortemente. gli uomini si sono uccisi, derubati, stuprati e torturati a vicenda in infiniti casi. ci sono stati ordinamenti che non considervano i neri uomini, altri che accettavano lo sterminio delle minoranze. la stessa chiesa ha ucciso e segretato individui e minoranze.”

la questione è sempre stata di definizione dell’uomo, chi veniva ucciso derubato e stuprato era considerato un sub-umano, ma tutti gli ordinamenti hanno uno zoccolo duro di norme comuni che però valgono solo per l’inside group.
cioè tutti gli ordinamenti vietano il furto e l’omicidio degli esseri umani, salvo che il concetto di essere umano è estremamente elastico, ma a parte questo problema credo che questa cosa del non fare ad un membro del tuop gruppo quello che non vorresti fosse fatto a te sia evoluzionisticamente radicata nelle sinapsi, la selezione naturale promuove gruppi coesi e coordinati e solidali al loro interno. le tribù anomiche al loro interno si sono autodistrutte.

quindi ci sta qualcosa che mi sembra molto appropriato chiamare diritto naturale.
(mentre forse il diritto naturale classico è forse più opportuno chiamare diritto metafisico, però con la fisica non c’entra nulla, chiamiamolo diritto metagiuridico)

poi tu il rosso lo vedi, i daltonici no, quindi il rosso non esiste?

 

Salviati (questo lo aggiungo adesso):

inoltre il tuo ragionamento manca di una parte costruens: il giusnaturalismo non va bene, il giuspositivismo non va bene, non mi pare che tu sia un nichilista, quindi? come formulare giudizi etici? mero capriccio personale? da che pulpito difendi la libertà? perchè dovremmo darti retta se tutto ciò che dici non ha che l'effimero valore di mera doxa? rispondi Oh sofista!

 


ilbuffone
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sabato, 28 febbraio 2009, ore 09:59

Ho qualche idea in testa, ma per esporla in forma decente mi ci vorrà tempo e voglia, utlimamente come avrete notato sono stato piuttosto indaffarato, adesso ho un po' di tempo ma la volontà di mettermi sulla tastiera è veramente bassa.

A parte quelle idee di cui sopra, non trovo argomenti che mi sconfinferano più di tanto, quindi potete usare i commenti su questo post per suggerire qualche argomento, se mi intriga sviscero il tutto con sagacia e umiltà
ilbuffone
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venerdì, 13 febbraio 2009, ore 21:56

Leggo sui giornali che il papa ha chiesto perdono per le sofferenze degli ebrei ad un incontro con i rappresentanti delle associazioni ebraiche americane, tra un'articoletto e l'altro risulta che la cosa abbia fatto molto piacere sia agli ebrei presenti che ad altri intervistati per l'occasione, il commento più critico apprezzava il perdono e chiedeva il rinnovo della scomunica per il vescovo negazionista.
Però  a questo punto non è che ci possiamo accontentare, per esempio, del dialogo tra cattolici ed ebrei, cosa ne pensano gli induisti? E i buddisti tibetani? E' logico che la prima cosa che uno pensa quando legge queste cose è: "ma il Dalai Lama sarà d'accordo?"
Purtroppo pare che la cosa non interessi agli induisti ed ai buddisti tibetani.
 
Ah già, gli atei.

l'ateo/anticlericale/antireligioso/antimetafiscia etc, più influente della blogosfera italiana dice che no, non va bene, il perdono non è fatto bene, il suo parere ovviamente era indispensabile per entrambi; cioè se tu ti riconcili con un tizio è prassi abituale conoscere il parere ad un sempronio totalmente estraneo ad entrambi cosa ne pensa.
insomma secondo l'ateo suddetto, il papa, rappresentante i cattolici (che sintentizzando il suo pensiero sono dei superstiziosi che tentano di praticare l'antropofagia mangiando farina ed acqua) non ha in realtà chiesto perdono agli ebrei, perchè in realtà il perdono lo ha chiesto a Dio (che neanche esiste), non agli ebrei, quindi non vale.

 Adesso, qualcuno magari potrebbe chiedersi: "Si ma se va bene agli ebrei chissenefrega" ah! sì certo, lallero, la fai facile. Gli ebrei, dal punto di vista ateo materialistico antireligioso, sono dei superstiziosi che tagliano il pisello ai bambini e credono che l'essere inesistente al quale il papa ha chiesto scusa li consideri il suo popolo eletto.
Poverini, cosa volete che ne sappiano di come si chiede perdono? Bisogna chiederlo agli atei.

p.s. ovviamente il sottoscritto non rietiene che i cattolici siano psicopatici antropofagi, ne che gli ebrei siano boriosi superstiziosi. il post è volutamente ironico volto a sfottere chi si vuole mettere in mezzo senza centrarci una beneamata cippa dall'alto del suo piedistallo di razionalità illuminista.
ilbuffone
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